Storia della Lucia

La “LUCIA” è l’imbarcazione che più di ogni altra attira l’attenzione di quanti arrivano sul lago di Como. La sua notorietà è legata alle vicende della “promessa sposa”. Si deve infatti alla fantasia popolare il romantico nome di “lucia” (quello vero è “batèll”). Le origini del “batèll” si fanno risalire tra il 1500 e il 1600. Barca a fondo piatto, robusta e maneggevole, venne ideata e costruita per la pesca ma anche per il trasporto di persone e di piccole merci. Per la costruzione del “batèll” i maestri usavano quasi tutti legname di castagno ma nell’ultimo secolo sono stati preferiti legni più pregiati (mogano, larice) più che altro per accontentare il gusto delle famiglie patrizie. Un gruppo di appassionati del Lario e delle sue tradizioni ha costituito qualche anno fa l’associazione “Amici della Lucia” con l’intento di conservare nel tempo l’immagine di questa imbarcazione che si è affermata nel mondo come il simbolo del lago di Como. A tale scopo gli “Amici della lucia” promuovono varie iniziative atte a far sì che i turisti, i villeggianti e le nuove generazioni nostrane abbiano la possibilità di ammirare la “lucia”.

La storia del “Palio remiero del Lario”
Il “Palio remiero del Lario” è una spettacolare gara con le “Lucie” dei Comuni rivieraschi del Lario.

La nascita:
Ideata dal giornalista Enrico Luigi Ferrarlo (FEL), direttore del settimanale comasco “Ul Tivan”, prese l’avvio nei 1947 e grazie alla collaborazione dell’industriale della seta Gianni Binda, dell’Ente provinciale turismo e delle Aziende di soggiorno, andò sempre più sviluppandosi.

La brusca interruzione:
Dopo venticinque anni di entusiasmanti lotte, nel 1972 la disputa del “Palio” (un artistico gonfalone di seta) venne sospesa, troppe erano diventate le infrazioni al regolamento.

Lo scafo in vetroresina:
Nel settembre 1988 per iniziativa degli “Amici della Lucia” il “Palio remiero del Lario” è tornato alla ribalta.

Il “Palio” è così ripartito nel 1988 da Domaso presentando una grossa novità: “Lucie” tutte uguali.

Per lo scafo di vetroresina si è trattato di una decisione sofferta ma necessaria, sia per evitare di perdere una imbarcazione in via di estinzione per gli alti costi di costruzione e manutenzione sia per la progressiva scomparsa degli anziani artigiani che la sapevano “tirar su” con grande competenza.

La rinascita:
Quattro anni dopo, l’artistico gonfalone del “Palio del Lario” ha potuto rivedere le acque del lago. Non è stato facile per gli “Amici della Lucia” riprendere un discorso interrotto nel 1972 ma con l’aiuto ancora dell’Amministrazione Provinciale e della Camera di Commercio, del Banco Lariano prima e dell’Istituto Bancario San Paolo di Torino è stato possibile riproporre lo spettacolare appuntamento remiero del Lario ogni anno.