La Ferrovia Menaggio-Porlezza

Solo nel 1884, 54 anni dopo la cessazione dell’attività mineraria, la ferrovia col suo trenino a vapore entrava in servizio, portando benessere non solo al Ceresio ma a tutta la zona fra Porlezza e Menaggio.
Con il suo trasporto di persone e merci avrebbe facilitato il problematico trasferimento di materiale siderurgico dalle miniere di ferro della Val Cavargna, a quel tempo molto ben funzionanti, con minor spreco di tempo e di denaro.
La stazione pili vicina per la nostra Valle era quella di Piano di Porlezza, comune autonomo fino il 1928 e unito poi a Carlazzo; seguivano quelle di San Pietro Sovera e Tavordo, luoghi di partenza e arrivo da Carlazzo, Val Cavargna, Corrido e Val Rezzo.
Superando il fiume Cuccio su un ponte di ferro, la ferrovia proseguiva fino alla stazione di Porlezza; tramite il piroscafo, navigando sul lago di Lugano collegava tutto il Ceresio, portando per tanti anni turisti di ogni nazionalità, affascinati dalla bellezza dei nostri laghi. Il percorso era malta suggestivo, attraversando quell’incantevole paesaggio montana; il trenino a vapore, sbuffando e fischiando, faceva proprio il suo dovere.
La velocità massima era 45 chilometri orari; da Porlezza a Menaggio impiegava 35 minuti, e altrettanti al ritorno.
Gli scambi venivano manovrati a mana; il personale addetto era dai 40 ai 45 operai. Nel 1884, il dirigente principale aveva uno stipendio di lire 2.000 annue, il macchinista lire 1.200, il fuochista lire 1.090.
In un opuscolo dell’epoca, datato 26 febbraio 1885, si legge che il costa del biglietto ferroviario in prima classe era di lire 2,65, in seconda di lire 1,45; andata e ritarno costavano rispettivamente lire 4,25 e 2,30. In giornata festiva la riduzione era sensibile: lire 3,70 e lire 2,00.
Nel 1914 il prezzo del biglietto da Menaggio a Lugano, treno pili piroscafo, ammontava in prima classe a lire 5,50, in seconda a lire 2,85.
Lento era il suo andare sbuffando a pili non posso, lasciando dietro di se nuvole di nostalgia e di rimpianto: il 30 ottobre del 1939 per il trenino a vapore fu l’ultima giornata di lavoro. Era la fine nostalgica di una ferrovia unica nel suo genere in tutta Europa.