Dosso del Liro
Caratteristico paese di montagna ubicato su un dosso lungo la valle del Liro, è facilmente raggiungibile da Gravedona attraverso una strada panoramica che s’inerpica dal lago verso i monti, sul versante settentrionale.
Chiesa di S. Pietro in Costa
All’altezza del borgo di Traversa, si vede su un poggio che emerge tra i castagneti della valle del Liro l’antica parrocchiale di S. Pietro in Costa, raggiungibile attraverso un sentiero.
Ricordata fin dal 1328, la sua fondazione è certamente precedente, come attesta l’abside ancora di stampo romanico. L’attuale struttura risale probabilmente ad una ricostruzione avvenuta nella seconda metà del Quattrocento. La facciata presenta ancora tracce di una decorazione rossa a bugnato, risalente al tardo Cinquecento.
L’interno conserva un importante ciclo di affreschi presbiteriali raffiguranti 1′ Annunciazione, Cristo in gloria tra gli Evangelisti, gli Apostoli e S. Pietro martire con i Dottori della Chiesa nella fascia decorativa mediana. Un’iscrizione riporta la data 1532 e l’indicazione del parroco Vincenzo Curti quale promotore dell’opera, a testimonianza di un diretto coinvolgimento del clero locale nella committenza e nell’impostazione dei più significativi cicli presbiteriali della zona, ispirati a modelli iconografici ancora romanici (Piona, Novate Mezzola). Il pittore di Dosso del Liro deriva i suoi modi da Sebastiano da Piuro, attivo in S. Giacomo a Livo, ed è l’espressione più significativa di un primo assestamento classicista della tradizione locale, basato sulla cultura pittorica bergognonesca della Certosa di Pavia, aggiornata di leonardismo e consolidata sul Luini e Fermo Stella. Molto probabilmente lo stesso pittore si ritrova attivo alcuni anni dopo in S. Martino a Montemezzo. La chiesa conserva altri dipinti cinquecenteschi: il Battesimo di Cristo nel battistero sulla sinistra dell’ingresso, un debole affresco del secondo Cinquecento; una Madonna col Bambino tra i SS. Rocco e Sebastiano nella seconda campata, affrescata nel 1577 in seguito a un voto fatto dagli emigrati a Palermo affinché la loro Confraternita fosse salvata dalla peste; un S. Rocco sul secondo pilastro di sinistra e due coppie di Santi sulla parete seguente, tutti di fattura tardocinquecentesca; un S. Rocco e una rovinatissima Madonna col Bambino nella stessa terza campata, databili alla prima metà del secolo.
Le frazioni
Proseguendo la salita lungo la strada che parte da Gravedona, s’incontra il borgo di Civano, un agglomerato di case rurali attestato nei documenti fin dall’epoca medioevale, mentre il toponimo della frazione Vico suggerisce addirittura origini romane. Tra Civano e Dosso del Liro s’incontrano alcune cappelline votive di dedicazione mariana, la prima delle quali datata 1891.
Parrocchiale della Ss. Annunziata
Il paese di Dosso del Liro, comune fin dal XIII secolo, accoglie il visitatore con una suggestiva piazzetta su cui si affacciano la chiesa secentesca con l’adiacente cappella dell’Immacolata, la casa parrocchiale del 1694 e l’intero borgo di carattere rurale, con alcune interessanti case e portali secenteschi.
L’imponente chiesa, consacrata nel 1699, è preceduta da un pronao con data e conserva al suo interno una ricchissima decorazione barocca.
Il presbiterio, inquadrato da grandi statue in stucco raffiguranti sull’arcone trionfale l’Annunciazione, il Trionfo della Croce e S. Paolo e nel coro S. Giovanni Battista e S. Rocco, conserva un ricco altare in marmi policromi e sulla volta un importante affresco con l’Assunzione della Vergine, opera di Andrea Lanzani, che nel 1689 – come recita un’iscrizione – affresca anche l’ultima campata della navata con la Visione di S. Giovanni a Patmos e Storie bibliche. Le due campate precedenti presentano invece più recenti decorazioni con Strumenti della Passione e Simboli eucaristici.
I pilastri della navata presentano i quattro Evangelisti, e i profeti Davide e Isaia, databili al primo Settecento e attribuibili all’ambito del pittore valsoldese Giovan Battista Pozzo, attivo poi in Piemonte.
Anche le cappelle laterali conservano interessanti cicli decorativi settecenteschi’ riferibili al medesimo ambito stilistico: le ariose Storie di S. Giuseppe con gli strumenti di falegnameria nella prima a destra; i Misteri del Rosario nella seconda a destra, con statue della Vergine, di S. Domenico e S. Rosa, e ancora Storie della Passione nella seconda a sinistra, con un grande Crocifisso sopra l’altare.
La prima cappella a sinistra, con la statua dell’Addolorata tra le SS. Lucia e Agnese, donata probabilmente dagli emigrati di Dosso del Liro a Palermo, conserva due preziose tele attribuibili al pittore intelvese Alessandro Valdani, come pure quella raffigurante S. Anna con Maria Bambina appesa sulla parete a sinistra dell’ingresso.
Sulla controfacciata si trova un organo settecentesco, la cui cassa è decorata con pregevoli intagli.