Corrido
Il Comune di Corrido è situato fra i 480 ed i 570 metri di quota, sui ripiani morenici che ricoprono le ultime pendici del Monte Colmen (m 1099), Corrido si estende sulla destra orografica della Val Cavargna, allargandosi anche verso la Val Rezzo.Il territorio domina l’ampio conoide depositato dal torrente Cuccio che, sboccando dalla Val Cavargna, si getta nel Ceresio più a sud, nei pressi di Porlezza. È attraversato dalla strada provinciale che da Porlezza conduce in Val Rezzo.Il Comune è costituito dalle frazioni di Bicagno, Cancellino, Molzano, Vesetto
Su di un alto sperone ai cui piedi scorre il torrente Cuccio si eleva l’imponente parrocchiale dei SS. Materno e Martino, rifacimento del tardo Cinquecento (essendo la chiesa stata eretta in parrocchia nel 1587) di un edificio preesistente: la dedicazione a San Martino rimanderebbe all’epoca franca.Nell’interno, a tre grandi navate, sono conservate tele dei secoli XVM e XVIII, affreschi coevi e palloni in scagliola policroma, pure di epoca barocca, tipica opera dei “magistri intelvesi”, ed un Crocifisso ligneo entro una solenne cornice dorata.Dal piazzale antistante la chiesa si può ammirare un vasto panorama verso i laghi di Lugano e del Piano, cui fa da sfondo la lontana Grigna.Alle fine dell’impero romano, il Cristianesimo diede un impulso forte anche al sistema organizzativo.Storicamente la zona, da sempre appartenente, come anche oggi, alla Diocesi di Milano, infatti, nel 386 Ambrogio, il vescovo di Como, fondò la sede episcopale in Como e suddivise il territorio comasco fra le diocesi di Como e di Milano.La zona di Porlezza, la Valsolda e la Val Cavargna entrarono a far parte della diocesi milanese alla quale ancora oggi appartengono.Nel 1240 passò sotto la giurisdizione di Como e seguì le sorti di Porlezza, essendo compresa in quel feudo, fino a tutto il XVIII secolo.
L’economia della zona era un tempo essenzialmente agricola: viti (che davano un vino chiaro e leggero, denominato localmente “el ciarèl”) e frutteti sulle balze più basse; mais e foraggi, legname e pascoli nella parte più alta.La popolazione è oggi dedita in minima parte all’agricoltura (allevamento bovino); molto sviluppato è il pendolarismo (operai edili) ed ancor più il frontalierato verso la vicina Svizzera.Fino a pochi anni fa era ancora attivo nella zona il cosiddetto “mulino di San Pietro”, situato in un pittoresco ambiente, poco sopra l’antico omonimo ponticello in pietra.
Le sue attrezzature sono ancora perfettamente conservate.Suggestivo è anche il “ponte del Saltone” sul torrente Cuccio, lungo la strada che congiunge Corrido a Carlazzo.
Nella profondissima forra si getta una cascata che ha scavato nella roccia, al termine della sua caduta, un altrettanto profondo pozzo cui sono legali tragici racconti.Poco sotto l’attuale ponte si trovano i resti di quello più antico, in pietra, crollato, che a detta della gente del luogo, era il secondo ponte in ordine di altezza in Italia.Patroni di Corrido sono i Santi Materno e Martino (terza domenica di luglio), di Biccagno Sant’Antonio Abate (terza domenica di gennaio), di Cancellino Sant’Antonio da Padova (3 giugno), di Molzano San Benedetto (prima domenica dopo Pasqua).