Dove Siamo


Visualizzazione ingrandita della mappa

Il Lario, più comunemente lago di Como (Lagh de Comm in dialetto comasco, pronuncia fonetica IPA: /ˈlaːk dɛ ˈkomː/), è un lago lombardo naturale di origine glaciale, ricadente nei territori di comuni appartenenti alle province di Como e Lecco.

Toponomastica

Gli autori latini designano il lago di Como con il termine latino Lārius o, come Polibio, nella forma greca Λάριος.
Il limnonimo è di origine prelatina.
Secondo Trombetti deriva da una radice preindoeuropea *lar- ʿluogo incavatoʾ. Secondo Falileyev deriva dal celtico lāro- ʿpiana, suoloʾ < ie. *plāro- < *pelh- ʿlargo, pianoʾ. Si veda anche l'antico irlandese lár ʿsuoloʾ, l'antico cimrico laur ʿplateaʾ, l'antico bretone lor ʿsuoloʾ.
A partire dal medioevo venne chiamato anche lacus commacinus o comensis fino al definitivo lago di Como.

Morfologia

È il terzo lago italiano come superficie con 145 km² e il primo per sviluppo perimetrale con 170 km. È il quinto bacino più profondo d’Europa con i suoi 410 metri dopo 4 laghi norvegesi. Raggiunge una lunghezza di 46 km (Gera Lario – Como) ed è largo da 650 metri a 4,3 km. Bifido fiordo interamente scavato nella cerchia delle prealpi lombarde, con una caratteristica forma a “Y” rovesciata o, come recita un diffuso detto locale, a forma di uomo:
« Il lago di Como ha la forma di un uomo, una gamba a Lecco e quell’altra a Como, il naso a Domaso ed il sedere a Bellagio. »
E’ uno dei più suggestivi paesaggi italiani, decantato nell’800 dai maggiori poeti del Romanticismo, da Alessandro Manzoni a Stendhal, da George Gordon Byron a Franz Liszt. Si trova a 199 m s.l.m.
La morfologia del territorio varia dai pendii arrotondati ed erbosi alle dolomie con rocce dentate, guglie e torri. I depositi alluvionali, trasportati da fiumi e torrenti, iniziarono a formarsi con la postglaciazione e furono la causa della separazione dei laghi minori (il Lago di Mezzola a nord ed i laghi di Garlate e di Olginate a sud).

Bacino Idrografico

Il bacino è composto da tre parti differenti: a sud-ovest il ramo di Como, a sud-est il ramo di Lecco e a nord il ramo di Colico (o “alto lago”), il più aperto dei tre. I fiordi meridionali rinserrano il montagnoso Triangolo Lariano. La divisione dei tre rami è ben visibile dal Sasso di San Martino, sopra Griante. Particolarmente tipica è la costa orientale del ramo comasco, impervia e ricoperta di boschi.
I paesi sono ancora costituiti da antiche case arroccate tra lago e montagna, con ripide scalinate rivierasche. Tutto il Lario, comunque, è caratterizzato da un paesaggio scosceso che forma un delicato equilibrio con la tipologia costruttiva dei paesi e delle grandi ville storiche, ben visibili da un punto all’altro della sponda grazie all’esigua larghezza del bacino (non più di un chilometro nei due rami meridionali).

Anche a causa di questa severa conformazione fisica, il turismo lariano non ha conosciuto il fenomeno “di massa” tipico del Lago di Garda, riguardando esclusivamente i salotti dell’aristocrazia e gli artisti che spesso vi erano ospitati; un soggiorno di tipo meditativo che ancora oggi si riscontra nelle ville d’epoca (osservabili dal lago più che dalla strada) e – per contro – dall’antica semplicità dei borghi più umili (Pognana, Careno, Nesso, Brienno, Colonno, Corenno Plinio ecc.).