Chiesa di San Vincenzo

L’origine della chiesa di San Vincenzo Martire si perde nei secoli: infatti col diffondersi del Cristianesimo alla fine del V secolo viene costruito sui ruderi di una villa romana un primo oratorio che, ingrandito in epoca romanica (secolo XI), verrà completamente ristrutturato nel XV secolo assumendo l’attuale aspetto architettonico che, con i pregevoli affreschi all’interno, rende la chiesa di Cera una delle più interessanti per storia ed arte.
La chiesa quattrocentesca è caratterizzata esternamente dalla fronte a capanna con pronao, archetti sottogronda in cotto, rosone centrale e due alte finestre.
Internamente è mono navata scompartita in quattro campate dai grandi archi acuti che all’innesto con le pareti longitudinali costituiscono gli altari laterali. La navata si conclude a settentrione con il grande presbiterio rettangolare a volte a vela.
I restauri del 1964/65 hanno riportato in evidenza notevoli elementi strutturali della chiesa romanica del secolo XI.
Appartengono infatti all’epoca romanica il muro laterale meridionale divenuto la porzione inferiore della fronte quattrocentesca, il semicilindro absidale orientato ad est, oggi fonte battesimale, una colonna rinvenuta sotto il pavimento della navata e l’attuale campanile.
Sottostanti all’abside romanica sono state pure trovate le vestigia dei primitivo oratorio altomedioevale e varie sepolture coeve.
Ulteriori ricerche sotto al piano dell’oratorio altomedioevale hanno portato alla scoperta di un lacerto di pavimento musivo romano d’epoca imperiale, pavimentazione di una villa padronale che lì esisteva nella romanità.
La villa ed il relativo mosaico sono certamente collegabili ad una stele funebre databile al secolo d.C. dedicata ad un fanciullo. “Lucio Duantio Valentino”, ora murata nel lato occidentale dell’attuale portale della chiesa di San Vincenzo.
Il piccolo “Lucio Duantio Valentino” d’epoca romana ha certamente vissuto nell’area dove oggi vengono battezzati i bambini di Gera.

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