Chiesa di San Giovanni degli Umiliati

Intitolato a s. Maria con annessa chiesa di s. Gio­vanni sarebbe stato fondato, se dobbiamo credere al Tatti, dal beato Giovanni da Meda nel 1160; i più antichi documenti rimasti sono però del 1454, 1457, 1462 e 1474 (rog. notar. in SASC), da cui risulta che in quel secolo vi risiedevano un priore con quattro o cinque frati e che possedeva in Domaso e Vercana vari terreni, oltre a case e mulini in Domaso detti di s. Giovanni Bat­tista. Vi si riunirono nel 1554 i priori dei conventi di s. Orsola di Sorico e di s. Nicolò di Bellano: indizio, pare, di una preminente importanza di questo convento sugli altri della zona. Soppressi gli Umiliati (1571), chiesa e convento pas­sarono con Gregorio XIII ai Cappuccini che vi risiedet­tero fino al 1623; dell’antico convento rimangono ora solamente alcuni ambienti rustici ridotti ad uso privato: attorno ad un cortile quadrato, al cui centro è un pozzo, gira un portico a crociera con una meridiana e tracce di iscrizioni sul lato destro, mentre altri affreschi ri­mangono sui muri dei locali maggiori e dei corridoi. E’ superstite, invece, e adibito ad usi privati, l’edificio della chiesa di s. Giovanni col suo bel campanile dalle snelle ed eleganti bifore: ha una sola navata con lesene esterne e tracce di finestre a sesto acuto; sulla facciata, con una finestra a rosone tra due lesene, s’apre il sem­plice portale in arenaria sormontato da un timpano triangolare entro cui si sta cancellando un affresco (s. Gio- vanni Battista). L’interno con archi a sesto acuto do­veva avere numerosi affreschi; sono visibili ancora una Madonna cinquecentesca in trono col Bimbo e i ss. Gio­vanni Battista e Sebastiano, e altre figure di santi sono in locali ora adibiti ad abitazione, ricavati dall’edificio della chiesa; si assicura poi che altri affreschi sono scomparsi: il Fasoli cita una Madonna col Bimbo e i ss. Bernardo, Elisabetta e Caterina, datati al 1512; il medesimo autore fa cenno poi di un ampio locale con volte a crociera sulla destra dell’altar maggiore. Quanto ai Cappuccini, essi nel 1646 passarono alla riva del lago in un nuovo convento sorto con la chiesa di s. Antonio da Padova; soppresso questo convento (1802) il suo fabbricato servi fino al 1892 al Collegio maschile Valenti, ed in seguito al Ginnasio inferiore per i chierici della Diocesi di Corno; fu poi demolito e la sua aerea ridotta a giardino dell’attuale villa Sebregon­di. La chiesa di s. Antonio è tuttora aperta al pubblico e la bella piazza ombreggiata da platani è ancora chia­mata piazza dei Cappuccini.